Atrofia genitourinaria in menopausa: parlane con l’ostetrica o il ginecologo.

Atrofia genitourinaria in menopausa: parlane con l’ostetrica o il ginecologo.

Circa la metà delle donne in menopausa lamenta sintomi correlati all’atrofia urogenitale.  Solo una su quattro tuttavia richiede un consulto, a causa dell’errata convinzione che si tratti di una condizione normale dovuta all’avanzare dell’età.  L’atrofia genitourinaria è in grado di interferire significativamente con la funzione sessuale e la qualità della vita.

 Durante la menopausa ci troviamo di fronte ad un calo di estrogeni. Il deficit estrogenico causa dei cambiamenti a carico di tutti gli organi. A livello dell’apparato urogenitale femminile si osservano importanti cambiamenti. Questo perché l’epitelio vaginale, vescicale, uretrale e le strutture del pavimento pelvico hanno una grossa quantità di recettori per gli estrogeni. La variazione della concentrazione di questi ormoni si ripercuote inevitabilmente sull’apparato urogenitale causando un quadro sintomatologico molto vario che va da fastidi sopportabili fino a gravi manifestazioni. 

La vagina è l’organo che rappresenta l’ultimo tratto dei genitali. La sua parete è costituita da tre strati: tonaca mucosa, tonaca muscolare, tonaca avventizia. La struttura responsabile del turgore della mucosa vaginale è la sostanza fondamentale. Si tratta di una sostanza gelatinosa fortemente idratata costituita da acqua , ioni e macromolecole di proteoglicani che si associano a loro volta a lunghe catene di acido ialuronico. La principale caratteristica dell’acido ialuronico è la capacità di legare consistenti quantità di acqua. Una matrice ben idratata dona turgore alla mucosa. Dopo la menopausa la mucosa vaginale presenta fibroblasti incapaci di produrre l’acido ialuronico e le altre molecole necessarie per la produzione di una matrice extracellulare adeguata. Il risultato è una mucosa disidratata, più fragile e più soggetta ad infezioni e traumatismi. Dal punto di vista clinico si riscontra secchezza, tendenza ad infezioni ricorrenti e microabrasioni spontanee soprattutto dopo i rapporti sessuali.

 La situazione viene aggravata da riduzione delle secrezioni vaginali, alterazioni della flora saprofita e aumento del ph vaginale. Infatti in condizioni di ipoestrogenismo, di atrofia dell’epitelio e della lamina propria si determina una carenza di glicogeno, una minor produzione di acido lattico e una riduzione drastica delle secrezioni vaginali. Ciò permette la colonizzazione vaginale da parte della flora enterica (flora batterica intestinale).

La mucosa vulvare si presenta pallida, meno vascolarizzata, meno lubrificata e anch’essa più soggetta a traumatismi e infezioni. La cute diventa meno elastica, maggiormente trasparente, con tendenza alla secchezza e all’insorgenza di prurito. In caso di atrofia anche i muscoli del pavimento pelvico subiscono dei grossi cambiamenti e non è raro trovare lassità o ipertono.

L’atrofia vulvo-vaginale coinvolge anche uretra e vescica (“sindrome genitourinaria”) . Le strutture vescicouretrali e vulvovaginali condividono infatti un’origine embrionale comune e hanno la stessa sensibilità nei confronti degli ormoni sessuali.

La diminuzione degli estrogeni comporta modificazioni atrofiche del trigono vescicale, riduzione dell’attività del sistema alfa-androgenico che innerva sia il collo vescicale che lo sfintere uretrale e assottigliamento della mucosa uretrale.

L’alcanizzazione del PH e i conseguenti cambiamenti a carico della flora batterica vaginale possono causare maggiore vulnerabilità ai biofilm patogeni, soprattutto di E.coli, aumentando il rischio di uretriti e cistiti acute ricorrenti. Dal punto di vista clinico le donne lamentano sintomi come disuria, pollachiuria, nicturia, urgenza minzionale e frequenza minzionale.

La secchezza vaginale è il sintomo più frequente associato all’atrofia ma ne esistono molti altri. Raramente infatti la secchezza vaginale rappresenta un sintomo isolato, in genere è associato ad un complesso di disturbi cronici genitourinari e sessuali che tendono a peggiorare con il tempo se non trattati.

Il secondo disturbo più frequente è la dispareunia, cioè il dolore durante i rapporti sessuali, specialmente localizzato a livello vestibolare (dispareunia introitale). Il dolore e la secchezza vaginale sono alla base delle disfunzioni sessuali. 

Altri disturbi sono rappresentati dal bruciore vaginale e dal prurito vulvare, fenomeni irritativi a volte associati a perdite vaginali anomale legate a infezioni o dismicrobismi. Alla sintomatologia tipicamente legata all’area vulvovaginale si associano i disturbi dell’apparato urinario.

Una delle più significative condizioni cliniche che dimostrano il legame genitale ed urinario è la cistite post-coitale. Si tratta di un’infiammazione vescicale molto dolorosa che compare 24-72 ore dopo un rapporto. I fattori che predispongono la donna a questa forma di cistite sono: l’ipoestrogenismo che aumenta il ph vaginale con conseguente facilitazione dell’attacco dei germi e la secchezza vaginale (che determina maggiore sensibilià ai traumi); la stitichezza che favorisce il passaggio e la colonizzazione da parte di batteri intestinali, l’ipertono del muscolo elevatore dell’ano.

Esistono dei trattamenti e dei percorsi molto validi per risolvere questa problematica. Nella pratica clinica si sono osservati ottimi risultati nella prevenzione delle cistiti post-coitali grazie alla versatilità del D-mannosio.  Questa molecola viene utilizzata in due modi: in forma orosolubile da assumersi subito dopo i rapporti;  in forma di crema da applicare prima e dopo il rapporto per creare una barriera alla colonizzazione batterica e apportare una buona lubrificazione. Per ripristinare l’equilibrio batterico può essere utile l’assunzione per bocca e la somministrazione per via vaginale di probiotici.

E’ molto importante però correggere il problema alla base, ne parleremo in modo più approfondito nel prossimo articolo.

Ostetrica Sara Furno

6 Replies to “Atrofia genitourinaria in menopausa: parlane con l’ostetrica o il ginecologo.”

  1. Questo è il mio problema..sto usando Lenzetto..va un po meglio….ma ..combatto tt i giorni anche con candida…^ mai avuta prima^ che consigli mi potete dare?

  2. Per la prima volta ho capito i motivi del mio dolore e cistiti ricorrenti….il problema é trovare il medico a cui affidarsi…. Ne ho cambiati molti… Mi hanno fatto dubitare della mia stabilita mentale…. Consigli per un medico in Milano?

    1. Ciao Rosanna! Mi dispiace per il tuo dolore ma sono contenta che l’articolo ti sia stato d’aiuto. Molte ragazze parlano molto bene del Dottor Murina a Milano, della Dottoressa Grazziottin e della Dottoressa Marchiori di Bologna. Spero tu possa trovare il giusto professionista e il giusto percorso terapeutico. A presto

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