Più che semplice anatomia: differenze di sesso nel tratto urinario inferiore

Più che semplice anatomia: differenze di sesso nel tratto urinario inferiore

Le differenze biologiche tra donne e uomini vanno ben oltre l’anatomia di base.

Una nuova review dal titolo “Sex differences in lower urinary tract biology and physiology” pubblicata nella rivista Biology of Sex Differences mette in evidenza come la conoscenza sulle differenze sessuali nella biologia cellulare delle basse vie urinarie femminile e maschile ci possa aiutare nella diagnosi e nella gestione della disfunzioni urinarie sia per le donne che per gli uomini.

Le differenze anatomiche tra i sessi sono state a lungo considerate la ragione per la quale le donne vengano colpite più spesso dalle infezioni del tratto urinario (UTI) rispetto agli uomini, prove più recenti supportano l’esistenza di altre cause non-anatomiche che contribuiscono alla maggiore vulnerabilità delle donne. Tale vulnerabilità legata al genere ha la risposta nelle differenze biologiche a livello cellulare che influenzano sia la forma che la funzione delle basse vie urinarie.

Sappiamo che l’uretra (canale che collega la vescica urinaria con l’esterno, permettendo il deflusso dell’urina) maschile è lunga circa 18-20 cm mentre l’uretra della femmina ha una lunghezza di 3-4 cm.

Il muscolo detrusore (tonaca muscolare liscia che avvolge la vescica) ha la funzione di contrarsi durante la minzione per causare l’espulsione dell’urina. Il muscolo detrusore negli uomini è più spesso rispetto a quello delle donne, poiché per svuotare la vescica attraverso un’uretra più lunga è necessaria una maggiore pressione. Inoltre gli individui di sesso maschile hanno uno sfintere interno più denso e un collo della vescica significativamente più stretto.

L’urotelio (epitelio specializzato che riveste il lume) ha uno spessore di 5-7 cellule, ed è diviso in tre strati: uno strato apicale, uno strato intermedio e uno strato basale.

L’urotelio della vescica gioca un importante ruolo nella risposta immunitaria innata dell’ospite alle UTI, e le donne sono più inclini a contrarre l’UTI. Partendo da questi dati è stato esaminato l’effetto dell’estrogeno sui meccanismi di difesa uroteliale. Si è scoperto che gli estrogeni influiscono sullo spessore dell’urotelio, e di conseguenza sulla risposta immunitaria.

La posizione e la lunghezza più breve dell’uretra esterna femminile sono tipicamente imputate come la causa per cui le donne soffrono di UTI fino a 30 volte più spesso rispetto agli uomini (più della metà di tutte le donne presentano almeno una UTI durante la loro vita).

Tuttavia recenti ricerche che indagano il ruolo del sistema reticoloendoteliale suggeriscono che l’espressione differenziale delle cellule immunitarie nella vescica può amplificare il tasso di UTI nelle donne.

Il sistema reticolo-endoteliale (RES), fornisce l’immunità dell’ospite contro i microbi (la RES comprende cellule che esprimono l’antigene note anche come MHII +, macrofagi, cellule dendritiche, cellule CD11b + e CD103 + e monociti. In aggiunta neutrofili e monociti entrano nella vescica durante un’infezione da UPEC). Poiché i sistemi differiscono fra i due sessi, questa potrebbe essere la base della maggior vulnerabilità femminile rispetto a quella maschile.

Sono necessarie ulteriori indagini sulle differenze sessuali nei tipi di cellule del tratto urinario inferiore così come sono necessarie ulteriori ricerche per quanto riguarda:

-il ruolo degli ormoni sessuali sullo sviluppo del tratto urinario inferiore, sulla fisiologia e sulla suscettibilità allo sviluppo di tumori maligni.

– il modo in cui le differenze sessuali influiscono sul microbioma urinario e quindi sulla suscettibilità alle UTI.

I medici in passato identificavano la presenza di batteri nell’urina con un’infezione. Recentemente i ricercatori hanno utilizzato il sequenziamento di nuova generazione e metodi di coltura tecnologici per rilevare comunità di batteri, funghi e virus (microbiota). Il mito che l’urina fosse sterile è stato dunque sfatato.

I batteri più comunemente rilevati nelle vesciche delle donne adulte sono: Lactobacillus, Gardnerella, Streptococcus e Staphylococcus.

I batteri vivi sono stati rilevati anche nelle urine ottenute dagli uomini ma la dimensione del campione dello studio è troppo piccola, possiamo comunque dire che anche la vescica urinaria maschile è probabilmente non sterile.

La scoperta del microbiota vescicale offre quindi un’entusiasmante opportunità per far progredire la comprensione delle UTI e i possibili trattamenti.

Benjamin Abelson, Daniel Sun, Lauren Que, Rebecca A Nebel, Dylan Baker, Patrick Popiel, Cindy L Amundsen, Toby Chai, Clare Close, Michael DiSanto, Matthew O Fraser, Stephanie J Kielb, George Kuchel, Elizabeth R Mueller, Mary H Palmer, Candace Parker-Autry, Alan J Wolfe, Margot S Damaser. Sex differences in lower urinary tract biology and physiology. Biology of Sex Differences, 2018; 9 (1) DOI: 10.1186/s13293-018-0204-8

Ostetrica Sara Furno

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